Spesso san Giuseppe da Copertino offriva ai suoi visitatori frasi ricche di saggezza. Così le descrive e racconta il Nuti, suo biografo: «Con le sue parabolette imprimeva nei cuori il desiderio di servire Dio e procurava la salvezza dell'anima».
Eccone alcune:
Si deve fare come gli uccelli che toccano terra per prendere cibo, ma poi subito volano in alto: fermarsi poco e per necessità sulle cose terrene e poi stare in alto per lodare e benedire Dio.
Come si fa con la gatta che sporca, Dio suol fare con alcuni suoi eletti: li lascia cadere fintanto che, illuminati dalla grazia, conoscano quella lordura e poi, come stomacati, non vi cadano più.
Chi vive male non muore bene. In punto di morte, per paura, ripete quello che gli si dice, ma fa come l'eco. Risuona soltanto alla voce degli altri.
Alcuni si pentono solo per paura. Sono come i corvi che diventano bianchi quando nevica, ma poi sbattono l'ali e restano neri come prima
Non si può stringere l'acqua con le mani. Così le cose del mondo: chi l'abbraccia nulla stringe.



Parabolette